Gruppo Ministranti


Siamo un gruppo di 34 ragazzi, di età compresa dagli 8 ai 30 anni, che serviamo all'altare durante le celebrazioni liturgiche. Molti ci chiamano ancora “chierichetti”, noi preferiamo essere chiamati ministranti, termine usato dal Concilio Vaticano II che meglio definisce la natura della nostra chiamata. Esso, infatti, deriva dal latino "ministrans", cioè colui che serve, secondo l'esempio di Gesù che non ha esitato Egli stesso a servire per primo, e che invita a fare anche noi la medesima cosa amando i nostri fratelli. Ma essere ministrante non si riduce soltanto al servizio all'altare, che prestiamo con diligenza, generosità, impegno, precisione, puntualità e sacrifici perché: - il ministrante è un ragazzo che attraverso il Battesimo è diventato amico di Gesù che ci ha mostrato che Dio è Amore; - il ministrante è un ragazzo che nella vita di ogni giorno e con tutti cerca di vivere quello stile di amore che Gesù ci ha insegnato. Svolgiamo un vero e proprio ministero liturgico (= un servizio d'amore!) così come i lettori, gli accoliti, i cantori... ma è un compito tutto speciale e originale perché ciascuno nella Chiesa e nella vita è chiamato a qualcosa di bello. È ministrante, allora, ogni ragazzo, adolescente o giovane che abbia compreso che la Chiesa è espressione di quella sinfonia d'amore che è Dio stesso. Un ragazzo che sa che Gesù è quell'amico che sa dare un colore speciale alla vita di ogni giorno vissuta nell'amore. Concludo citando una parte del discorso tenuto da Papa Benedetto XVI ai ministranti durante l’incontro a Roma del 2010, citazione che sintetizza appieno quello che è lo stile che il nostro Parroco e i nostri responsabili c’insegnano: «Servite con generosità Gesù presente nell’Eucaristia. È un compito importante, che vi permette di essere particolarmente vicini al Signore e di crescere in un’amicizia vera e profonda con Lui. Custodite gelosamente questa amicizia nel vostro cuore come san Tarcisio (Santo protettore dei ministranti), pronti ad impegnarvi, a lottare e a dare la vita perché Gesù giunga a tutti gli uomini. Anche voi comunicate ai vostri coetanei il dono di questa amicizia, con gioia, con entusiasmo, senza paura, affinché possano sentire che voi conoscete questo Mistero, che è vero e che lo amate! Ogni volta che vi accostate all’altare, avete la fortuna di assistere al grande gesto di amore di Dio, che continua a volersi donare a ciascuno di noi, ad esserci vicino, ad aiutarci, a darci forza per vivere bene. Con la consacrazione – voi lo sapete – quel piccolo pezzo di pane diventa Corpo di Cristo, quel vino diventa Sangue di Cristo. Siete fortunati a poter vivere da vicino questo indicibile mistero! Svolgete con amore, con devozione e con fedeltà il vostro compito di ministranti; non entrate in chiesa per la Celebrazione con superficialità, ma preparatevi interiormente alla Santa Messa! Aiutando i vostri sacerdoti nel servizio all’altare contribuite a rendere Gesù più vicino, in modo che le persone possano sentire e rendersi conto maggiormente: Lui è qui; voi collaborate affinché Egli possa essere più presente nel mondo, nella vita di ogni giorno, nella Chiesa e in ogni luogo. Cari amici! Voi prestate a Gesù le vostre mani, i vostri pensieri, il vostro tempo. Egli non mancherà di ricompensarvi, donandovi la gioia vera e facendovi sentire dove è la felicità più piena. San Tarcisio ci ha mostrato che l’amore ci può portare perfino al dono della vita per un bene autentico, per il vero bene, per il Signore. A noi probabilmente non è richiesto il martirio, ma Gesù ci domanda la fedeltà nelle piccole cose, il raccoglimento interiore, la partecipazione interiore, la nostra fede e lo sforzo di mantenere presente questo tesoro nella vita di ogni giorno. Ci chiede la fedeltà nei compiti quotidiani, la testimonianza del Suo amore, frequentando la Chiesa per convinzione interiore e per la gioia della Sua presenza. Così possiamo far conoscere anche ai nostri amici che Gesù vive.»



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